Dieci anni sono passati (era ieri ma sembra un’eternità) quando un giorno un gruppo di igienisti romani si incontrò per un evento in via Salaria tenuto da Gianna Nardi, igienista per antonomasia.

In quell’incontro alcuni chiesero un po’ di autonomia ma allora parlarne era prematuro, anche se mature erano le motivazioni dei richiedenti. Ed ecco che 12 igienisti decisero di fondare un nuovo gruppo e nacque l’Unid (Unione Nazionale Igienisti Dentali) di cui per i primi 3 anni fui segretario. Tanto era l’impegno, entusiasmo e passione che quasi tutti tuttavia mi scambiavano per il presidente. In un batter d’occhio passarono anche i due mandati (ben 6 anni) svolti in questa veste.
Perchè racconto tutto questo? Perchè il presente (e lo sarà anche il futuro) è figlio del passato. Oggi con orgoglio posso dire che quello da noi voluto con tanta forza si sta concretizzando. Il gruppo nacque per unire la professione, non per dividerla. Il tempo ha dato ragione a Unid anche se ancora oggi un buon 30-40% degli igienisti dentali non è iscritto nè a questo nè ad altri sindacati e/o associazioni di categoria. Nel complesso, però il numero degli igienisti iscritti è notevolmente cresciuto. Dopo dieci anni in cui dicevamo che bisogna essere uniti e coesi, oggi, tutti parlano di unire gli obiettivi e sedere al tavolo della trattativa. “Unire il comparto del dentale tutto” è stato lo slogan 2011, dove le decisioni, pur con il rispetto di ruoli e settori, vengono prese in modo condiviso.
Lascio ora la mia presidenza con la consapevolezza di non aver fatto tutto il possibile per la categoria. Quel che è stato fatto però è stato fatto con passione. E un merito credo mi vada riconosciuto: aver introdotto un modo per cercar di dialogare con tutti con il massimo rispetto, senza tramare, fare imboscate, chiedere e pretendere esclusive, senza ostacolare altri colleghi o altri gruppi. Nel nostro settore infatti c’è tanto spazio per tutti. Alcuni fanno fatica a comprenderlo e tendono alla restaurazione, senza capire che le dittature finiscono tutte in malo modo.
Cosa mi aspetto ora da questo 10° Congresso nazionale? In primis una grande festa per gli igienisti. Per passare insieme due giornate con colleghi da tutta Italia con un ricco programma scientifico ma anche momenti di confronto sindacale su problematiche d’attualità: la pubblicità sanitaria in particolare, che corre sul web, e che penalizza quasi solo l’igienista dentale. Il mio ragionamento è semplice: non si svende un’otturazione perché il paziente sa esattamente dove comincia e finisce. Non si svende una corona per lo stesso motivo. Si svende invece una seduta di igiene perché il paziente, invece, non lo sa. Nella maggior parte delle Asl dura in media 10 minuti, nelle strutture pubbliche, 30, negli studi privati tra i 45 minuti e un’ora. Una seduta di igiene alcuni odontoiatri la svendono sui vari siti Internet e tutto questo può avvenire impunemente poichè il paziente non sa dove inizia e finisce una seduta di igiene. Al convegno sentiremo cosa ne pensano alcuni pazienti e colleghi. Il sabato, nella seconda tavola rotonda si parlerà invece delle problematiche ECM in Italia e in Europa.
Prima di passare il testimone non mi resta che ringraziare i colleghi (e le aziende) che mi hanno sostenuto in questi anni, permettendo all’Unid di arrivare fino alla tessera numero 1950. Credo di aver fondato e portato avanti un bel gruppo con tanti altri, rimasti nell’ombra. Non andrò completamente in pensione poichè mi sono candidato alla Presidenza del Lazio. Sottolineo che il nostro appuntamento ancora una volta viene offerto agli igienisti in modo completamente gratuito: è una testimonianza coerente del fatto che abbiamo lavorato e stiamo lavorando per voi, per gli igienisti. Arrivederci quindi a Roma il 2 e 3 dicembre.

Fonte: http://www.dental-tribune.com/articles/news/italy/6810_alla_vigilia_della_scadenza_del_mandato_sorgente_unid_parla_della_sua_presidenza_.html