Igiene orale in paziente con disestesia diffusa  e secchezza delle fauci su base allergica

Si presenta alla nostra attenzione un paziente maschio, di anni 16, in visita odontoiatrica e pre-trattamento ortodontico.
All’esame obiettivo, si rileva Pll pari al 64%, il BoP pari al 78% e gengivite generalizzata. Viene ispezionato il cavo orale con la videocamera intraorale e si nota sul dorso linguale, sul palato duro e a livello del trigono retromolare sinistro delle lesioni biancastre. Il paziente comunica che da circa 10 giorni persiste un forte prurito a livello oro-faringeo e il suo medico curante gli aveva consigliato di utilizzare un collutorio di cui non ricordava il nome, che non aveva risolto il prurito. L’igienista dentale richiede un approfondimento nella diagnosi.

Il paziente viene visitato dal patologo orale che riscontra faringo-tonsillite aspecifica con associata sensazione di disestesia orale diffusa e secchezza delle fauci su base allergica e prescrive un tampone salivare sulle lesioni per un’analisi microbiologica più approfondita.

Fig.1 – Spazzolino Gum Technique Pro.

Prima di effettuare la seduta di igiene orale, si procede con la documentazione clinica fotografica e la rilevazione con la videocamera intraorale Carestream Dental CS 1600 (Kodak) che possiede un autofocus e un intuitivo sistema d’illuminazione che consente all’operatore di rilevare facilmente lesioni non facilmente obiettivabili.

Fig.2 – Dentifricio Gum Hydral.

Viene riscontrata onicofagia e il paziente viene motivato al rischio dato da questa abitudine viziata, sia per il buon esito della successiva cura ortodontica, sia per eventuali infezioni nel cavo orale.
Prima del trattamento di igiene orale professionale, viene utilizzato un rilevatore di placca a base di eritrosina in compressa che disciolta evidenzia i siti maggiormente interessati dall’accumulo di placca nel cavo orale, compreso il dorso della lingua. Si mostra al paziente i siti dove è necessario migliorare l’igiene domiciliare.

I protocolli di igiene orale domiciliare e professionale devono essere scelti in base a una attenta diagnosi interdisciplinare tra i professionisti e devono essere privilegiate tecnologie che possano aiutare il paziente nel migliorare la salute del cavo orale. Dopo attenta osservazione, condivisa con il paziente attraverso le immagini della videocamera e dello specchio, viene scelto lo spazzolino Gum Technique Pro (Sunstar) e per lo spazzolamento degli spazi interprossimali scovolini Gum Soft Pick (Sunstar), tecnica di spazzolamento personalizzata e condivisa“Tailoring” di Nardi et al.

Fig.3 – Gel Gum Hydral.

Viene decontaminato il cavo orale utilizzando il Combi (Mectron) di air-polishing con polvere di glicina e si procede con lo scaling usando l’ablatore Multipiezo Pro (Mectron), in modalità soft mode, con punta standard S2.
È stato consigliato dal patologo orale un antistaminico e come terapia di supporto per l’igiene domiciliare il dentifricio Gum Hydral (Sunstar) e il gel Gum Hydral (Sunstar) da apporre sul dorso linguale per 10 giorni, 2 o 3 volte al giorno.

Il dentifricio ha una formulazione estremamente delicata, adatta a idratare, proteggere e lenire le mucose orali sensibili. È una formulazione a base non oleosa, non contiene alcol, parabeni, SLS, glicerina o aromi aggressivi.
Il gel è opportuno per umidificare il cavo orale, indurre salivazione (sialogogo), dare sollievo grazie ad agenti reidratanti e proteggere la mucosa dalle irritazioni.
Al controllo dopo 2 settimane il paziente riferiva miglioramento dei sintomi e si obiettava una riduzione del PlI e del BoP e miglioramento della flogosi orofaringea.
La stretta sinergia tra le figure specialistiche odontoiatriche che compongono il team odontoiatrico mira ad una valutazione globale e olistica del paziente, non tralasciando problematiche di ordine sistemico che possono riverberarsi a carico dei tessuti del cavo orale.

Autori: Gianna Maria Nardi, Prof. aggr. (Ruc), Università Roma Sapienza; Beatrice Giovane, Master in tecnologie avanzate nelle scienze di igiene orale; Massimo Petruzzi, Università di Bari, Dipartimento interdisciplinare di medicina
Articolo pubblicato sulla rivista Dental Journal.