Se l’anno scorso una standing ovation aveva salutato l’intervento di Pippo Baudo, quest’anno a tenere la scena, senza tema di confronti, è stato Carlo Verdone

A parte ogni giudizio di valore, delle relazioni che hanno impreziosito la IV edizione del Chirone (Roma, La Sapienza, 16 e 17 settembre) sul tema “Piccoli sorrisi: dalla mamma al bambino”, una delle idee vincenti scaturita dall’efficace attivismo di Gianna Nardi, anima della manifestazione, è invitare ogni anno un testimonial d’eccezione dal mondo dello spettacolo. Dice infatti la Nardi “Grazie alla loro popolarità le persone più conosciute possono contribuire in modo determinante a veicolare messaggi positivi in materia di educazione alla salute e prevenzione …”, facendo in modo che un incontro di carattere eminentemente tecnico, ma con consistenti riflessi sociali, rimanga confinato tra “addetti ai lavori”. Quindi se l’anno scorso, una standing ovation aveva salutato l’intervento di Pippo Baudo, quest’anno a tenere la scena, senza tema di confronti, è stato Carlo Verdone, “erede” nominato dal grande Alberto Sordi, che oltre al consolidato favore che gode tra il pubblico, ha una riconosciuta inclinazione, una certa intuizione, per le cose della medicina, al punto di essere stato insignito, dalla Federico II di Napoli, di un attestato che lui chiama doloris causa tra l’ilarità generale. Non passa giorno infatti che un collega, un amico, un conoscente si rivolga a lui per qualche disturbo, un sintomo sospetto, che Verdone “diagnostica” invitando sempre e comunque il preoccupato a rivolgersi al suo medico di fiducia. Nel descrivere con bonaria autoironia questa sua singolare “valenza diagnostica” Verdone si è tuttavia fatto serio ricordando un caso, in cui il consiglio di sottoporsi immediatamente a un intervento chirurgico ha forse salvato una vita. Soffermandosi sul tema ispiratore del Chirone, l’attore ha sottolineato l’imprinting decisivo che ha la mamma sulla vita e le scelte del bambino, portando se stesso ad esempio: “Se oggi sono un attore lo devo soprattutto a mia madre che ha sempre creduto in me”. Certamente lo deve a lei – aggiungiamo noi – ma anche a quel giornalista in incognito, che, solo e unico spettatore di uno spettacolo completamente deserto di pubblico, uscì il giorno dopo su Paese Sera con un articolo entusiasta, convincendo il giovane Carlo Verdone a proseguire sulla strada artistica intrapresa. Aveva ragione.

Fonte: http://www.dental-tribune.com/articles/news/italy/6321_il_chirone_le_mamme_i_bimbi_e_il_relatore_carlo_verdone_.html