Una buona comunicazione è alla base del protocollo operativo di prevenzione primaria secondaria e terziaria. La comunicazione digitale, attraverso l’utilizzo di strumenti informatici come la videocamera, diventa strumento essenziale per l’osservazione clinica del cavo orale, permettendo un’efficace esplorazione intraorale, un esatto screening dei rischi alla patologia e favorisce la condivisione della diagnosi e l’accettazione del piano di trattamento alle terapie di prevenzione da parte del paziente.

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Si presenta alla nostra attenzione un paziente di anni 27 di sesso maschile, che riferisce una attenta e scrupolosa igiene orale domiciliare, ma lamenta frequente sensibilità sugli elementi dentari posteriori superiori ed inferiori. All’esame clinico obiettivo si riscontra la presenza di biofilm batterico e tartaro sulle superfici linguali degli incisivi inferiori, nella zona compresa tra gli elementi 3.2, 4.2. (Fig.1). Inoltre, a livello delle superfici vestibolari dei primi molari superiori, denti sui quali il paziente ci riferisce una sensibilità aumentata, evidenziamo aree di demineralizzazione. Indagando sulla storia clinica del paziente, il quale riferisce di un trattamento ortodontico eseguito precedentemente, è perciò plausibile pensare a un danno da imputarsi alla difficile detersione delle superfici nella zona compresa tra la banda ortodontica e la superficie dentale. Eseguiamo dunque un esame approfondito avvalendoci della fotocamera Acteon SoproCare™ che permette, tramite led appositi, di evidenziare in modo rapido ed accurato le zone di demineralizzazione e le aree infiammate, e di mostrarle al paziente in real time rendendolo attivamente partecipe e consapevole dell’eventuale danno.

La stessa telecamera in modalità Perio, ha evidenziato invece la presenza di placca dentale e infiammazioni gengivali, presenti in uno stadio iniziale specialmente nella regione linguale e palatale degli incisivi superiori e inferiori. Le immagini ottenute attraverso l’analisi della fluorescenza vengono sovrapposte alle immagini anatomiche creando una rappresentazione delle condizioni del tessuto, di semplice e immediata comprensione anche per il paziente, altrimenti non percettibili con il semplice utilizzo della luce bianca. I tessuti irradiati vengono rappresentati con una mappatura cromatica di semplice e immediata interpretazione come mostrato nelle figure 3a, 3b e 3c. In modalità Daylight con luce bianca ed ingrandimento a 100X, abbiamo evidenziato una cospicua perdita di smalto dovuta a un precontatto sulla parete mesiale della superficie occlusale del 4.6 e una lesione aftosa sulla mucosa geniena di forma ovalare in regione 4.7, di aspetto crateriforme, di 1 cm di diametro, di colore grigiastro, caratterizzata da un’area di necrosi superficiale ricoperta da una membrana fibrino-purulenta e circondata da un alone eritematoso infiammatorio. Il paziente riferisce intensa sintomatologia algica e sanguinamento mesiale della superficie occlusale del 4.6, immagine in modalità daylight e con ingrandimento 100X (Figg. 4a,4b). In modalità Cario il sistema evidenzia la presenza di carie smalto-dentinali, già a partire dallo stadio 1 (codice ICDAS II) (Fig. 5).

Il trattamento ha inizio con una seduta d’igiene orale professionale, con utilizzo di ablatore Mectron Multypiezo Pro, in modalità soft, e air polish con polvere di glicina. Le zone interdentali della sezione frontale, dove è presente un affollamento, sono deterse con l’aiuto del filo interdentale. Le immagini in real view della videocamera riescono a migliorare la compliance al corretto utilizzo dei presidi per l’igiene interprossimale (Figg. 6a, 6b: tecnica di spazzolamento personalizzata da Nardi e collaboratori con strumenti Sunstar). Col fine di diminuire l’indice di rischio e facilitare le procedure di igiene orale a livello delle superfici occlusali dei primi molari inferiori, presentanti entrambi solchi multipli molto accentuati ed acuti difficili da detergere, abbiamo preferito eseguire la sigillatura dei solchi e delle fossette. Questa è una metodica di prevenzione della carie conosciuta e applicata in tutto il mondo ormai da molti decenni (Simonsen, 2002; Mejare et al., 2003; Ahovuo-Saloranta et al., 2004; Kitchens, 2005; Hiri et al., 2006).

Abbiamo scelto di usare il sigillante Control Seal (Voco), un prodotto altamente riempitivo e contenente fluoro, la cui caratteristica è la trasparenza, che permette un controllo costante del sigillo. Con un contenuto di riempitivi del 55% in peso, Control Seal è l’unico sigillante per fessure sul mercato che combina la trasparenza con la stabilità di un sigillante opaco. Inoltre, la trasparenza di questo prodotto permette l’uso di metodi diagnostici basati sulla fluorescenza laser, così che la carie possa essere diagnosticata e monitorata quando necessario anche sotto lo strato di sigillante. Prima di iniziare la procedura per la sigillatura abbiamo deterso le superfici con la polvere Prophylaxis powder con Airflow Combi Mectron. Asciugate le superfici abbiamo applicato il gel mordenzante Vococid e lasciato agire per 15-30 secondi, risciacquato con abbondante getto d’acqua e asciugato. Abbiamo applicato il sigillante Control Seal nella cavità e lasciato penetrare per 15-20 secondi, rimossi gli eccessi con una spugnetta e polimerizzato per 20-30 secondi. Per remineralizzare le zone mordenzate che non sono state coperte dal sigillante abbiamo ritenuto opportuno applicare uno strato di Voco Profluorid, vernice a base di fluoro, per sigillare i tubuli dentinali e per desensibilizzare l’area. Si è proceduto alla remineralizzazione dello smalto con mousse remineralizzante a base di 140 ppm NaF idrossiapatite e xilitolo (Remin Pro, Voco), per favorire il rinforzo dello smalto e prevenire l’eventuale ipersensibilità post igiene orale professionale. (Figg. 7a-7c).

Le aree di demineralizzazione dei molari superiori, di forma crateriformi, non presentano aree di rammollimento, vengono perciò trattate in modo diretto con Ivoclar Fluor protector S. Usando un pennellino la vernice è stata distribuita uniformemente in uno strato sottile, coprendo l’intera superficie della lesione. Questa vernice tollera la presenza di umidità e aderisce spontaneamente alle superfici umide del dente (Figg. 8a, 8b). Dopo il corretto assorbimento, è stato consigliato al paziente di evitare cibi duri, alcol, spazzolamento o l’uso del filo interdentale per le 4 ore successive all’applicazione. Per il trattamento della lesione aftosa, invece, ci si avvale dell’Oralmedic®, un dispositivo medico realizzato con tecnologia HybenX®, indicato nel trattamento topico delle lesioni ulcerate del cavo orale. La mono somministrazione della soluzione determina una rapida riduzione del dolore e del discomfort del paziente. Il prodotto agisce attraverso dei processi fisico-chimici che determinano la denaturazione dei tessuti superficiali. Vieni così favorita la naturale guarigione dell’area affetta attraverso la deposizione di una sottile barriera costituita da materiale organico precipitato con funzione protettiva. Dopo aver asciugato la zona, si utilizza un apposito tampone predosato contenente la soluzione, mantenendolo in situ per 5-10 secondi. Successivamente si risciacqua e si asciuga la zona (Figg. 9a, 9b).

Il paziente è stato visitato a distanza di una settimana, la lesione aftosa non è più visibile. Il paziente riferisce che la sintomatologia algica dovuta alla lesione aftosa, risultava notevolmente diminuita sin dal giorno seguente, come anche le sue dimensioni. La visione della telecamera intraorale Acteon SoproCare™ ha permesso di fare una attenta disamina clinica, interagendo con il paziente e motivandolo a una maggiore attenzione di efficacia del controllo domiciliare del biofilm batterico e all’importanza del follow up, per rivedere la situazione clinica e confrontarla con le immagini archiviate della visita precedente.

 

Fonte: http://www.dental-tribune.com/articles/specialities/dental_hygiene/17810_la_videocamera_intraorale_un_valido_supporto_nella_pratica_clinica.html