Introduzione

È desiderio di tutti i pazienti avere un bel sorriso armonico, con delle belle labbra e una dentatura regolare e simmetrica, con un colore bianco e brillante. È consuetudine ormai la richiesta da parte di pazienti che si sono sottoposti a piccoli interventi sulle labbra, richiedere anche sedute di sbiancamento per illuminare il sorriso nella sua completezza.

E, a dispetto delle leggi europee che sono in definizione sulle tipologie e percentuali di perossido di idrogeno contenuti nei kit sbiancanti, c’è un continuo incremento della domanda estetica e cosmetica nel settore odontoiatrico.
Il miglioramento del sorriso implica un miglioramento dell’attenzione al mantenimento della salute orale, oltre ad avere benefici sull’autostima del paziente.
Non può quindi essere trascurata la valenza del profilo estetico e cosmetico dell’odontoiatria, grande strumento per il controllo della salute dei tessuti del cavo orale.

Case report

Si è presentata alla nostra attenzione una paziente donna di 45 anni, fumatrice, in buona salute sistemica, priva di alcuna sintomatologia odontoiatrica. Dall’anamnesi è emerso che la paziente ha dichiarato di essere stata spinta a sottoporsi a visita odontoiatrica dal desiderio di migliorare l’estetica del proprio sorriso nella sua completezza, visto che si era sottoposta precedentemente a un intervento estetico alle labbra. Dopo aver raccolto l’anamnesi, si è proceduto con l’esame obiettivo del cavo orale e al sondaggio parodontale, per escludere carie attive e infiammazioni parodontali acute.
Sono state riscontrate lievi discromie a livello vestibolare e linguale degli incisivi inferiori, dovute all’assunzione di caffè e al fumo di sigarette. Inoltre, si evidenziava un’irritazione delle papille nella zona dell’arcata inferiore dovuta a un inadeguato utilizzo del filo interdentale, che la paziente riferiva di usare quotidianamente (Fig. 1).

Materiali e metodi

Detossificazione
È stato applicato un rilevatore di placca alla fluoresceina attivato con lampada (Plaque Test – Ivoclar Vivadent; Fig. 3) sia per il rilevamento dell’indice di placca sia per stimolare la compliance del paziente all’autoispezione allo specchio per favorire l’adherence ai protocolli di mantenimento igienico domiciliare proposti al termine della visita. L’indice di placca rilevato era del 30%, mentre era presente copioso sanguinamento al sondaggio a carico della superficie linguale degli incisivi centrali inferiori e sulle superfici palatali superiori, e presenza di tartaro rilevante sulle superficie linguale degli incisivi centrali inferiori. Inoltre era presente biofilm batterico sul dorso linguale (Fig. 4).
La paziente era esterefatta poiché era convinta di avere una buona igiene orale domiciliare che riferiva di seguire con scrupolosità. La paziente quindi viene sottoposta al test salivare rapido Perio Pruv (Micerium) (Fig. 5), utile strumento motivazionale, che in meno di 10 minuti individua gli anticorpi meccanismi di difesa naturale dell’organismo prodotti in presenza di Aa e Pg. Alla paziente è stato suggerito un check-up regolare per controllare l’efficacia della sua igiene domiciliare.
Con l’ausilio di sistemi ingrandenti si è provveduto all’eliminazione delle discromie con airpolishing, con polvere di glicina solubile in acqua formata da particelle più piccole di 63 µm, così da rendere ben visibile il tartaro sottostante. Si è proceduto al debridement con ablatore a ultrasuoni Mectron Combi® con inserto S1 efficace sulle aree sopragengivali e con inserto parodontale P10 per i siti in cui la profondità di tasca era maggiore di 4 mm. Gli stessi siti sono stati trattati con terapia fotodinamica Helbo®, che agisce tramite l’inattivazione di microrganismi indotta dalla luce, e non dal calore, riducendo la carica batterica del 99%, migliorando il sanguinamento dei tessuti gengivali.
Sono state opportunamente trattate le superfici dentali per aumentare resistenza di smalto e dentina con applicazioni remineralizzanti – 5% fluoruro di sodio e 5% floruro di calcio (Bibluorid 10, Voco) – nelle zone più a rischio di demineralizzazione (Fig. 7), e dove la paziente avvertiva piccola sensibilità dopo l’uso di bevande particolarmente acide è stata fatta un’applicazione di resina biocompatibile Admira Protect (Voco) (Fig. 12). La formazione di depositi di fluoruro di calcio sulle superfici dentali è una componente essenziale per la protezione delle superfici dentali (J. Burgess, University of Alabama in Birmingham, report to Voco, 2009).
Dopo una settimana la paziente si è presentata alla visita di controllo. Si sono rilevati indice di placca e di sanguinamento con le stesse modalità della visita precedente. L’indice di placca era del 10% e il sanguinamento era scomparso. Si è dato appuntamento la settimana successiva per la seduta di sbiancamento.
Protocollo domiciliare, pre-trattamento sbiancante
È stata modificata la dieta, chiedendo alla paziente di intensificare l’assunzione di latte e formaggio grana, ed è stato chiesto di limitare il consumo di bevande acide. Si è consigliato alla paziente un protocollo di mantenimento domiciliare per una settimana con spazzolino elettrico oscillante-rotante Oral B® da utilizzare due volte al giorno per almeno due minuti, con l’aggiunta di rimozione del biofilm linguale con nettalingua meccanico al termine dello spazzolamento. Per la pulizia interprossimale sono stati consigliati scovolini di ultima generazione, per la maggior praticità di utilizzo e la riduzione del rischio di traumi papillari. Si è mostrata la tecnica idonea dell’uso del filo interdentale (Fig. 11). Per il controllo chimico della placca alla paziente è stato chiesto di usare il colluttorio GUM Paroex 0,20% CHX, 2 volte al giorno per 2 settimane, e GUM Paroex gel 0,12% CHX per 2 settimane.

Sbiancamento
Verificato che le condizioni gengivali fossero consone, si è proceduto con uno sbiancamento per soddisfare le esigenze estetiche della paziente manifestate nella prima visita. Si è determinato il colore di partenza prima del trattamento, condividendolo visivamente con il paziente, e viene documentato il caso fotograficamente (Fig. 2). Dopo aver protetto i tessuti gengivali con la diga liquida LC Dam (Voco), è stato utilizzato gel al perossido di idrogeno al 35% non foto attivato Perfect Bleach Office (Voco) (Fig. 13), distribuito uniformemente ogni 5 minuti (Fig. 15) e lasciato agire per circa 10 minuti; la colorazione rossa del gel sbiancante ha favorito la praticità di utilizzo nel verificare immediatamente che il prodotto fosse equamente distribuito. È stata ripetuta l’applicazione per 3 volte. Si rimuove il perossido di idrogeno con l’aspirasalive chirurgico, si sciacqua abbondantemente e si rimuove la diga liquida (Figg. 16a-d). Dopo lo sbiancamento si è proceduto alla remineralizzazione dello smalto con mousse remineralizzante a base di 140 ppm NaF idrossiapatite e xilitolo Remin Pro (Voco) (Fig. 12), per favorire il rinforzo dello smalto e prevenire l’eventuale ipersensibilità dopo lo sbiancamento.

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Visita di controllo
Dopo un mese dallo sbiancamento la paziente si presenta spontaneamente in studio, chiedendo una visita per assicurarsi che le manovre di mantenimento igienico domiciliare siano state eseguite correttamente, per evitare la compromissione della salute orale.
All’esame obiettivo non sono state riscontrate alterazioni negli indici parodontali rilevati durante la seduta precedente (PI 10%). Inoltre, la paziente ha riferito di non avere avuto sintomatologia riconducibile all’ipersensibilità dopo lo sbiancamento. La paziente richiede un deplaquing con polvere di glicina e l’applicazione dei remineralizzanti con l’utilizzo di vernice Profluorid (Voco) sulla zona dell’abrasione e su tutte le superfici dentali la mousse remineralizzante Remin Pro (Voco). La paziente è stata invitata a sottoporsi a una terapia antitabagica e le è stato indicato l’uso moderato e delicato della gomma smacchiante (TS Tooth Stain Remover – Ena Oral Care, Micerium), la garza monouso Digital Brush per l’igiene orale di emergenza fuori casa e il dentifricio EP Enamel plus (Micerium) a bassa abrasività (25 RDA); le è stato raccomandato, inoltre, di usare dentifrici sbiancanti solo in rare occasioni.
La paziente ha mostrato una consapevolezza dell’importanza dei controlli e ha richiesto gli appuntamenti per i successivi richiami, che permetteranno all’odontoiatra e all’igienista dentale di controllare il suo stile di vita e che le permetteranno di mantenere la bellezza del suo sorriso.

Conclusioni

La tecnica di sbiancamento è uno “strumento” valido per stimolare l’adherence ai protocolli di mantenimento igienico domiciliare e abitua il paziente a una maggiore attenzione ai richiami costanti, che danno opportunità all’odontoiatra di visitare con regolarità il paziente e di verificare la salute del cavo orale, e all’igienista dentale di correggere scorretti stili di vita per assicurare la bellezza e la salute di un sorriso.

 

L’articolo è stato pubblicato sul numero 1 di Cosmetic Dentistry 2013 Italy

Fonte: http://www.dental-tribune.com/articles/specialities/cosmetic_dentistry/11929_lo_sbiancamento_come_terapia_cosmetica_strumentale.html