I firmatari del Position Statement sulla medicina estetica in ambito odontoiatrico.

Recentemente il Collegio delle società scientifiche di medicina estetica (Cisme) e Andi hanno sottoscritto un Position Statement sui trattamenti di odontoiatria estetica con particolare riguardo alla questione da un punto di vista clinico, legale e medico legale, giungendo così a una comune interpretazione delle norme e quindi dei limiti e facoltà dell’odontoiatra nel trattamento della zona anatomica identificata dalla legge 409 del 1985: il terzo e medio inferiore del volto.
Per le tre associazioni questo documento rappresenta «non un momento di arrivo ma un’importante momento di avvio dell’integrazione delle professionalità attraverso confronto, formazione e condivisione di percorsi clinici e terapeutici con l’obiettivo condiviso di poter offrire ai pazienti rimedi terapeutici sempre più efficaci e sicuri garantiti da una adeguata formazione e dal doveroso rispetto e dalla collaborazione tra le professionalità coinvolte».

Soprattutto negli ultimi anni molti odontoiatri si sono rivolti con interesse alla medicina estetica, al fine di integrare le due professionalità per un miglior esito terapeutico da garantire al proprio paziente nella branca dell’estetica del sorriso. «È innegabile che i trattamenti di medicina estetica possano ricoprire un ruolo importante nell’integrazione delle cure odontoiatriche in un percorso clinico di questo tipo, come anche è innegabile che i percorsi formativi delle due branche citate sono profondamente diversi e che risulta essere necessario approcciare a detta integrazione mediante percorsi formativi definiti e rispettosi delle professionalità coinvolte, avendo riguardo dei limiti e delle facoltà terapeutiche dell’odontoiatra nella zona anatomica deputata alla sua cura» ha spiegato il presidente Andi Gianfranco Prada in occasione della firma del Position Statement.

Igienista dentale come «promoter» dei trattamenti

Il dottor Aldo Nobili, vice presidente nazionale Andi, che ha seguito con impegno e competenza questa iniziativa.

Ma qual è il ruolo dell’igienista dentale nell’ambito dei trattamenti di medicina estetica che sempre più spesso gli studi dentistici propongono ai loro pazienti? Lo abbiamo chiesto alla professoressa Gianna Maria Nardi, presidente della Società italiana di scienze dell’igiene orale (Sisio). «La valenza del giusto ruolo nel rispetto dei limiti e potenzialità di un igienista dentale è riconosciuta soprattutto da chi ha la fortuna di lavorarci e capisce profondamente il ruolo importante che ha una odontoiatria preventiva a 360 gradi. Non è neppure necessario, se non ai fini di una gratificazione meramente personale, sottolineare la figura dell’igienista dentale e ribadirne la sua importanza in tutta la pratica clinica che si svolge in ambito odontoiatrico – ci ha detto la docente universitaria, convinta però che questa importante figura professionale dedicata alla prevenzione possa con successo «assumere un ruolo di promoter dei trattamenti di medicina estetica offerti dallo studio dentistico, illustrandone la valenza ai pazienti».

«È evidente che non si può parlare di medicina estetica se non riferendosi a una personalizzazione del trattamento e soprattutto a un controllo degli stili di vita che portano il paziente ad avere un aspetto gradevole – chiarisce Gianna Maria Nardi –. Un esempio è il fumo, che porta facilmente all’inestetismo del “codice a barre” nella zona periorale. All’interno di un progetto in cui uno studio odontoiatrico inserisce tecniche, invasive e meno invasive, di medicina estetica, l’igienista dentale diventa di fatto promoter di benessere e di salute, indirizzando il paziente verso corretti stili di vita che mantengono e amplificano i risultati del percorso medico estetico: dalla buona alimentazione alla disassuefazione dal fumo».

«L’igienista che collabora in uno studio odontoiatrico che si occupa di medicina estetica deve – e ha tutti gli strumenti per farlo – conoscerne l’operatività, per istruire il paziente su tutte quelle che sono le attività di mantenimento dei risultati ottenuti. Oltre allo sbiancamento dentale professionale, che rappresenta un punto fermo dell’attività estetica in odontoiatria, l’igienista dovrà conoscere tutte le fasi dei più noti trattamenti di medicina estetica basate sull’utilizzo della tecnologia: radiofrequenza, laser e luce pulsata, anche se non sarà lui ad eseguirli come primo operatore».

Il ruolo dell’igienista dentale all’interno dello studio insomma è trasversale: «in implantologia come in conservativa, in endodonzia come in ortodonzia, e oggi anche in medicina estetica, il suo compito è mettere in evidenza la valenza dei trattamenti dell’odontoiatra, amplificarne i risultati e assicurarne il mantenimento nel tempo, inquadrando il paziente in percorsi di salute e benessere del cavo orale e, naturalmente, del sorriso» conclude Gianna Maria Nardi.

 

Articolo della prof.ssa Gianna Maria Nardi, pubblicato il 12 giugno 2014, sulla prestigiosa rivista Dental Journal, visibile al seguente link: http://www.dentaljournal.it/medicina-estetica-studio-odontoiatrico/